"la solita limonata dottore? no, rispose, prendo un porto secco, preferisco un porto secco" A.Tabucchi
mercoledì 21 gennaio 2009
Essere ebrei e...
Palestine Think Tank
Essi si ritirano unilateralmente
Essi cessano il fuoco unilateralmente
Essi invadono unilateralmente
Essi vincono unilateralmente
Essi distruggono unilateralmente
Essi massacrano unilateralmente
Essi fanno unilateralmente il bagno nel sangue
Essi spargono fosforo bianco unilateralmente
Essi uccidono donne e bambini unilateralmente
Essi sganciano bombe unilateralmente
Essi vivono unilateralmente su terra rubata
Essi appoggiano unilateralmente i loro leader assassini
Essi amano unilateralmente il loro "Stato per Soli Ebrei"
La loro democrazia è unilaterale
Essi amano se stessi unilateralmente
Essi sono il popolo unilaterale
Che vive dietro mura di cemento, odio e arroganza
Essi sono ancora uniti e collateralmente non riescono ad amare i loro vicini
Versione originale:
They withdraw unilaterally
They ceasefire unilaterally
They invade unilaterally
They win unilaterally
They destroy unilaterally
They massacre unilaterally
They bathe in blood unilaterally
They spread white phosphorus unilaterally
They kill women and children unilaterally
They drop bombs unilaterally
They live on stolen land unilaterally
They support their homicidal leaders unilaterally
They love their 'Jewish Only State’ unilaterally
Their democracy is unilateral
They love themselves unilaterally
They are the unilateral people.
Living behind walls of concrete, hatred and arrogance
They are still united and lateral failing to love their neighbours
Fonte: http://palestinethinktank.com/
sempre dal sito palestinethinktank.com si può leggere quest'altro articolo dello stesso autore che meglio esplicita la sua posizione riguardo la politica e l'agire del popolo a cui appartiene (qui la traduzione)
mercoledì 10 dicembre 2008
La questione è morale?
Ma ora ci sono arrivati anche loro, gli amici del PD.
Nel Partito Democratico esiste ed è improcrastinabile una questione morale.
Punto.
Punto e ? a capo?
No perchè, prima di iniziare a litigare con chiunque per affermare che se c'è un problema nel PD l'unico titolato a parlarne è il PD stesso, qualcuno aveva persino abbozzato una soluzione (udite udite come si son lanciati): ieri strabuzzavo gli occhi nel veder la Finocchiaro a Ballarò e mi chiedevo: ma ho sentito bene?
E chi mi era intorno mi ha confermato: si si ha detto proprio così:
"se uno dei nostri viene raggiunto anche solo da un avviso di garanzia sarebbe bene facesse un passo indietro"
SOGNO o SON DESTO?
Poi subito mi son detto: che fine farebbe la tanto acclamata e pagnottisticamente votata classe politica dirigente lucana del piddì?
Dobbiamo per forza di cosa far l'elenco delle persone inquisite o condannate a vario titolo O VE NE ANDATE ONOREVOLMENTE TUTTI A CASA INDISTINTAMENTE SENZA FAR L'APPELLO?
SOGNO o SON DESTO?
So già che quando mi sveglierete mi spiegherete che tutto questo è solo un polverone mediatico, che è solo un "tutto cambi affinchè nulla cambi".
Nel frattempo sorrido a pensare a tutti i "trenini della felicità" alle spalle delle storiche locomotive del PD lucano che stanno tremando alla sola idea di aver nuovamente sbagliato cavallo su cui puntare.
Ai "uolteristi" dell'ultima ora un sincero augurio per le loro aspirazioni di delfino/portaborse.
A furia di cambiare il vento dovrà pure sfilacciarle ste bandiere. Che non passi sta questione etica o addio sogni di gloria.
Per fortuna in Italia c'è qualcuno che della questione morale nè fa una ragion di Stato, per fortuna sorgono sempre più gruppi in tutto il paese che provano a rigenerare la classe dirigente su questi solidi presupposti, per fortuna!
Perchè a sentir qualche ben pensante questi non sono nemmeno temi interessanti o elementi fondanti su cui consolidare un rinnovamento politico e culturale di questo paese allo sbando.
Ma tanto ora mi sveglierete (Puff!) e di tutto questo baillame non rimarrà che uno sfottò PD-PDL e un tentativo di rosicchiare consenso a Di Pietro, a cui va dato atto non solo di aver detto queste cose molto tempo fa, ma soprattutto di averle tradotte in fatti concreti.
Il PD tornerà a raccoglier consensi con le promesse, con la lottizzazione, con gli appalti e le nomine negli enti.
L'Abruzzo insegna, la Lucania sogna?. Per ora dorme, poi se sogna non lo so nemmeno.
mercoledì 26 novembre 2008
La crisi, l'incertezza e l'ottimismo
Disorientato da tanta ipocrisia mi ritrovo a gioire delle piccole cose
a) Mia figlia muove i suoi primi passi in autonomia
b) Il fratellozzo sta per firmare un contratto (sia pur di apprendistato) per una importante azienda dell'IT in quel di Milano
apparentemente sono piccole ma in realtà grandissime soddisfazioni
giovedì 20 novembre 2008
Il Controllo Democratico
Ci chiamiamo "Rinascita Civile" e questa che vado a citare è la prima iniziativa concreta a cui partecipiamo da soggetti attivi, sostenitori dei valori che animano l'iniziativa a cui abbiamo dato il nostro piccolo contributo lavorando al fianco di "Progetto Legalità" e di altre associazioni materane.
E se lo chiede la società civile la denuncia non deve cadere nel dimenticatoio o peggio ancora nell'indifferenza.
Questo il testo del volantino di presentazione, proverò a relazionare sull'esito del dibattito e sulla partecipazione in futuro:
Nella classifica annuale dei paesi più corrotti, redatta da Trasparency International (organizzazione internazionale contro la corruzione), l’Italia si trova al 55° posto e peggiora annualmente la sua posizione.
In questo scenario di dilagante corruzione, si colloca il “Caso Basilicata”.
Una piccola regione del Mezzogiorno dove, in base a notizie apprese dagli organi di stampa, è in atto un’offensiva volta a delegittimare ed eliminare tutti coloro che osano denunciare malaffare e corruzione, compresa quella parte sana di magistratura che osa indagare su comitati d’affari e consorterie che strozzano i cittadini.
Alle lungaggini dei processi, alla carenza di personale amministrativo, di magistrati e di risorse, si è aggiunto il quadro desolante emerso dall’inchiesta “Toghe Lucane”, che vede indagati magistrati e politici di primo piano per gravissimi reati, tra cui quello di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari. Reati che destano serio allarme sociale.
Cinque anni fa, i Lucani seppero difendersi dalle scorie radioattive che politici cinici e spregiudicati avevano deciso di “scaricare” in un sito unico a poche centinaia di metri dalla battigia di Scanzano Jonico. Adesso, con la fierezza di chi ama la propria terra e sa difendere la propria dignità, i Lucani devono saper ricostruire la credibilità del sistema giustizia. E’ ormai ineludibile ripristinare
IL CONTROLLO DEMOCRATICO SULL’AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA IN BASILICATA.
Al fine di evitare che il tessuto sociale venga irrimediabilmente compromesso, è necessario emarginare i corrotti e i corruttori, che proditoriamente vogliono ed alimentano la mala giustizia. Essi rappresentano una sparuta minoranza che non può ipotecare il futuro di tanti giovani e di tanta gente che si sacrifica e fa il suo dovere.
Di tutto questo si parlerà NELL’ASSEMBLEA PUBBLICA CHE SI TERRA’ A MATERA SABATO 22 NOVEMBRE, ORE 10,30 NEL CINEMA COMUNALE, a conclusione della quale saranno chiesti provvedimenti urgenti al Capo dello Stato, al Ministro della Giustizia ed al Consiglio Superiore della Magistratura per ridare funzionalità e credibilità alla giustizia in Basilicata.
Presiederà: Prof. Cosimo Lorè, ordinario di medicina legale Università di Siena;
Interverranno: Avv. Leonardo Pinto (Presidente Circolo Lucano di Matera) ed il Prof. Pietro Tamburrano (Presidente Comitato “Cittadini Attivi”) .
Questo l'evento su facebook
chi ha a cuore la giustizia e la legalità non può mancare
martedì 18 novembre 2008
La mafia in mezzo a noi /2
Nicola Piccenna, giornalista de "Il resto" e redattore del blog su "Toghe Lucane":

"All'inaugurazione dell'anno giudiziario a Matera il solo Maurizio Bolognetti ha avuto il coraggio di intervenire e rompere il velo ipocrita denunciando e constatando che tanto gli illustri magistrati sul palco quanto gli illustrissimi politici e le autorità ospiti delle prime file fossero tutti, sia pur a diverso titolo, indagati per reati definibili gravi, non bazzecole: il gelo è calato sulla consapevole assemblea."
Avv. Leonardo Pinto:
"Quando ci si incontra in occasioni come queste ci si chiede cosa sia la legalità: la legalità è il potere di chi non ha potere, è quella possibilità di accedere alle istituzioni con fiducia, di avere un giudice terzo e imparziale, di avere un primario competente in ospedale, un assessore che ascolta e lavora per il cittadino senza che questo debba per forza chinarsi.
E' importante riunirsi, discuterne e denunciare: è fondamentale. Ma è necessario che la macchina della giustizia sia garante del sistema, che tuteli i diritti dei cittadini tutti.
Dobbiamo affermare il diritto di poter liberamente parlare di tutto e di tutti in qualsiasi pubblica piazza, senza alcuna remora. E chiedere che un tribunale faccia il suo dovere.
Vincenzo Montemurro, Magistrato della Direzione distrettuale antimafia della Basilicata:
"Il solo dovere della magistratura è quello di essere soggetto alla legge e di lavorare e di amministrare la giustizia in nome e per conto del popolo.
Nell'indagine "Toghe Lucane" vi sono accuse di mercimonio della professione di magistrati e pubblici ministeri inaccettabili in uno stato di diritto e ha il grandissimo merito di dimostrare che un magistrato non è intoccabile, e lì dove sbaglia deve pagare.

Il caso De Magistris e le ispezioni inviate da Mastella testimoniano un vizio del potere esecutivo, il tentativo di sottrarsi al controllo. Ed è, questo, un sistema sottile per ammazzare senza sparare.
C'è poi una considerazione sull'etica che riguarda tutti: prima di chiedere e rivendicare diritti occorre che ciascuno di noi eserciti il proprio dovere, anche qualora questo sia doloroso per se e per i prossimi.
Ai ragazzi organizzatori del convegno poi: non demoralizzatevi se le prime file dei teatri in queste occasioni rimangono deserte, quelli sono i posti convenzionalmente riservati alle autorità, ai politici lucani. Se non vengono è perchè non possono ascoltare le vostre verità: gli affari illeciti abbisognano di silenzio.
Don Basilio Gavazzeni che presiede la Fondazione Lucana Antiusura “Mons. Cavalla”:
E' difficile spiegare alla comunità un caso sottile con "Toghe Lucane", la gente è difficilmente attenta, ma bisogna sforzarsi di farlo, non si può rimanere indifferenti e credere che "non mi tocchi".

Uno dei principi fondanti della libertà cristiana e laica è riassumibile nel "Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio".
Da quando l'uomo ha buttato via "Cesare che si faceva Dio e Dio che si faceva Cesare " è diventato finalmente libero e fermo nella legalità e nel rispetto. Sono queste le parole che devono arrivare alla gente.
Oggi sono il presidente di un'associazione antiusura a 63 anni quando non volevo esserlo già a 46 perchè pensavo fossi vecchio: non c'è ricambio, non c'è coraggio anche perchè il peso delle intimidazioni è forte, soprattutto lì dove manca la garanzia e la tutela individuale e collettiva. Posso testimoniare con la mia diretta esperienza di esser stato sotto schiaffo della malavita e della malagiustizia per 7 lunghissimi anni. Ma deve passare un messaggio di speranza.

Le parole di Gandhi riassumano il senso di questo post:
"Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo."

sabato 15 novembre 2008
La mafia in mezzo a noi
Il tema al centro del dibattito è stato la diffusione delle mafie e le forme attraverso le quali si manifesta nella nostra regione. Un dibattito interessante, a tratti demoralizzante ma senza dubbio un'occasione in più per parlare e denunciare piuttosto che tacere e voltare la testa dall'altra parte.

Toccante e incisivo l'intervento di Salvatore Borsellino, fratello del compianto Paolo, brutalmente ammazzato in quel di Palermo nella strage di Via D'Amelio del 1992.
Il ricordo più netto del suo intervento è senza dubbio l'affermazione, carica di rabbia, che lo Stato avrebbe in se tutte le capacità e i mezzi per distruggere le mafie se solo non avesse accettato il compromesso e l'infiltrazione dell'Antistato nei suoi ranghi.
Dopo la stagione delle stragi, l'Antistato e lo Stato si sono fusi e confusi, la commistione politica-mafia e mafia-imprenditoria stringe ormai la Sicilia e l'Italia tutta in una morsa letale. Emblematico è anche il ricordo dell'ultima intervista di Paolo Borsellino a due giornalisti francesi, mai mandata in tv se non in un passaggio su "La 7" alle 2 di notte in cui il magistrato parla dei nuovi riferimenti mafiosi nelle istituzioni: agghiacciante.
Intenso e straziante poi il ricordo delle parole scritte nella sua ultima lettera in cui definisce la mafia come problema morale contrastabile non con la repressione ma con con il movimento culturale. La lotta alla mafia,diceva, non è nei tribunali ma nelle famiglie, nelle scuole e tra le persone...alla ricerca di quel fresco profumo della libertà svanito...
Poi i ricordi delle sue ultime giornate passate freneticamente a lavorare perchè sapeva di non aver tempo, di non averne più abbastanza. Il vomito (letterale) dopo gli interrogatori a Mutolo e Messina, la telefonata del capo quella tragica mattina per avvisarlo di passare per ritirare un documento, poi le accuse a Mancino di Strage di Stato.
Perchè ci sia giustizia lo Stato dovrebbe processare se stesso (Sciascia afferma sia impossibile). Poi un duro attacco all'opinione pubblica, Salvatore dice di esser stanco, stanco di ricevere strette di mani e manifestazioni di stima.
Le sue parole: "Alla fine dei miei interventi molti mi dicono: ci ha commosso. Ma io gli rispondo: allora il mio intervento non è servito a un cazzo, dovete indignarvi, dovete arrabbiarvi, non è più tempo di piangere ma di reagire. Ognuno di noi deve fare il suo dovere e estirpare la mafia prima da se stessi e poi dagli altri. Se Dio avesse voluto che la morte di Paolo fosse stata necessaria per cancellare le mafie sicuramente Paolo avrebbe accettato il suo sacrificio, e invece lo stato in cui ci troviamo non fa onore a mio fratello."
Parole dure, parole di un uomo che ha sofferto e soffre per la perdita del familiare, per la mancata giustizia, per l'indifferenza della gente e tutto quanto ne segue.
Parole scolpite nella mia mente ormai.
Poi il discorso si è spostato sul locale, sulle nostre mafie, sull'intreccio affari politica...ma questa è una storia che merita un post a se, e troverò il tempo e il modo per riportare quanto ho udito.
mercoledì 29 ottobre 2008
sono senza parole...



Sono fazioso? No, sono antifascista! E ne vado fiero visto che lo è anche la Costituzione.
Spero proprio vi sbattano dentro...almeno per una notte.
Quel camion carico di spranghe...
martedì 28 ottobre 2008
Il Paese del Bengodi
Non uso mezzi termini e non trovo proprio le parole per descrivere la mia indignazione.
Qualcun altro l'ha fatto forse meglio di me, io non avrei usato le stesse metafore, non avrei disegnato gli stessi quadretti agghiaccianti e violeni, ma condivido il senso forte di sdegno e rabbia alla base dell'articolo.
E' una vergogna, stiamo scavando sempre più alla ricerca di cosa e come tagliare, ci stiamo per tagliare e tassare persino l'acqua che beviamo e l'aria che respiriamo (sempre se certi di poter sottrarre il dovuto alla fonte, cari miei lavoratori dipendenti). La scuola? Tagli. La Pubblica Amministrazione? Tagli. La Sanità? Tagli. La Magistratura e la macchina della Giustizia? Tagli! La capigliatura di Berlusconi? Tagli...ma questa è un'altra faccenda, di ricrescita, di miracolo italiano tricologico.
E il tutto perchè? Perchè non siamo in grado di utilizzare la tecnologia, perchè non vogliamo inasprire le pene, perchè non riusciamo a creare un modello che permetta di premiare la legalità e il rispetto delle regole. Etica e senso civico...queste sconosciute.
Andiamo avanti così, in questo paese sopravvive chi si "aggiusta" a modo suo.
I luoghi comuni si sprecano: lo Stato ci soffoca, la pressione fiscale è a livelli inauditi, non si arriva più alla fine del mese.
Lamentiamoci, è fisiologico, ma lamentarsi è anche IPOCRITA, fortemente IPOCRITA!
Fanculo evasore, in fin dei conti meriteresti le pene auspicate dall'amico su MC.
giovedì 23 ottobre 2008
Tra le righe...vengono i birividi
Per il nostro Presidente del Consiglio (la nostra bandiera) il vento è la popolarità e il consenso popolare.

Decisionismo...piace? Per ora ha funzionato...e allora...sti ragazzi, questi studenti...occupazione?
BASTA!
il dissenso è reato, occupare è violenza, ci vuole la mano dura dello Stato
ascoltate: è il 22 di Ottobre
poi il vento cambia, si sollevano troppe voci discordi...probabilmente lo staff illumina la bandiera su un salto di vento improvviso
e allora? HOOOOPS...io non ho mai detto questo...non l'ho nemmeno mai pensato...
che dire? che conta più la direzione del vento che la bandiera, purtroppo è così!
Quello che invece davvero sconcerta è il MODO di affrontare un movimento di dissenso, oggi come ieri. Sentire un ex Capo dello Stato, nonchè ex Ministro dell'Interno sproloquiare in questo modo è davvero sconcertante
un breve passaggio
Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».
Nel senso che...
«Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».

cosa vi viene in mente dopo aver letto l'intervista? il G8? le stragi? gli anni di piombo?
a me vengono i brividi
giovedì 9 ottobre 2008
Lodo Alfano? No grazie
Da Sabato 11 Ottobre in tutta Italia inizia la raccolta firme per indire il referendum abrogativo del cosiddetto “Lodo Alfano” (legge 184 del 22 luglio 2008) che stupra la Carta Costituzionale aggirando di fatto l’art. 138 della Costituzione. L'articolo in questione recita quanto segue:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali [...]
Il Lodo Alfano in questione, infatti, introducendo una "sospensione dei processi penali a carico delle alte cariche dello Stato" contraddice l’Art.3 della Costituzione stessa rendendo alcuni cittadini non “eguali davanti alla legge” per via della propria “condizione personale e sociale”, ma non solo. La modifica, già discutibile sul merito, lo è soprattutto nel metodo visto che il Governo modifica la Costituzione attraverso lo strumento della legge ordinaria dello Stato approvando un disegno di legge in soli 25 giorni, contravvenendo di fatto a quanto previsto dall'art.138 che recita:
Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.
Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
I dubbi sull’incostituzionalità della legge sono già stati, inevitabilmente, sollevati (in particolare nel processo Mills che vede coinvolto il Presidente del Consiglio in carica) ed è probabile, anzi auspicabile, nel mio personale giudizio, che la Corte Costituzionale si pronunci cassando di fatto la norma.
Ritengo comunque che non si possa rimanere inermi e passivi aspettando questo o quel salvatore di turno; qui il gioco si fa davvero sporco e di lodi in cantiere ce ne sono già altri per estendere i privilegi anche ai ministri e chissà a chi altri.
Chiedendo in giro, poi, cosa sa la gente e quanto ritiene pericolosa una norma che di fatto rende 4 nostri connazionali diversi da noialtri dinanzi alla legge, non si può non accorgersi di come l’informazione sul tema è colpevolmente e dolosamente incompleta.
Poiché il nostro ordinamento giuridico mi mette nelle condizioni di poter chiedere legittimamente (insieme ad almeno altre 499.999 persone) che si indica un referendum abrogativo, strumento di esercizio della sovranità popolare, e poiché questa rimane l’unica strada democratica percorribile, grazie soprattutto ai nostri amati rappresentanti di minoranza in parlamento che barattano un “lodo” in cambio di un “blocca processi” come se si trattasse di merci al mercato, è davvero l’ora di attivarsi, almeno per quanto mi riguarda.
Sposo, quindi, in pieno la campagna lanciata da Antonio Di Pietro e condivisa ufficialmente da Ferrero e Rifondazione Comunista , da Parisi (a titolo personale), da Sinistra Democratica, dal Partito dei Comunisti Italiani, da Segni e da altri illustri costituzionalisti, storici e intellettuali.
E sarò in piazza in prima persona, accanto ai miei amici , prima che soci, della neonata associazione “Rinascita Civile” (di cui parlerò più dettagliatamente in seguito), con un piccolo banchetto prima, e con altre iniziative che abbiamo in cantiere poi, per cercare di portare alla gente un minimo di informazione sul tema, per mettere nelle condizioni “chi vuol ascoltare” di decidere liberamente se firmare o meno.
E’ una cosa in cui credo fermamente, e, fortunatamente, non sono solo.
Poco mi interessano gli equilibri politici, i patrocini delle campagne, i calcoli sui posizionamenti negli schieramenti, le correnti interne ai partiti:
la nostra democrazia è debole come non mai, vacilla sotto i colpi di leggi “ad personam”, di tentativi di delegittimazione del potere di controllo tra organi istituzionali, di questo o quel silenzio sui conflitti di interessi (vero scandalo nazionale, che abbraccia e stringe in una morsa letale la partecipazione democratica a tutti i livelli, condizionando l'operato dei nostri rappresentanti, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Funzionario Comunale senza soluzione di continuità).
Il vero dramma è che nel nostro paese si fa fatica a portare la “questione morale” (Berlinguer si rivolterà nella tomba) all’ordine del giorno, si fa fatica persino a parlare di lotta alla criminalità, di lotta all’evasione, di corruzione diffusa, di nuove tangenti, di controllo del territorio, come se vivessimo in un paese in cui questi non sono problemi reali.
Ci contorciamo in sterili discussioni su ciò che “percepisce” la gente trascurando il fatto che la percezione è manipolabile e manipolata.
Il marcio è in mezzo a noi, come fare a non accorgersene?
E pensare che sempre la Carta Costituzionale ci dovrebbe venire in aiuto, se solo ci si ricordasse una volta su dieci che esiste un richiamo forte al rigore morale
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Disciplina ed onore...ma quando mai, oserei dire.
Ma non è l'antipolitica la risposta giusta, non è la critica distruttiva a poter migliorare lo stato delle cose.
Alzarsi la mattina e constatare giorno dopo giorno che vivo in un paese nel quale la dignità e il senso civico valgono meno di un gratta e vinci non può costituire l’alibi che giustifichi il mio immobilismo agli occhi di mia figlia, a cui spero di consegnare un mondo migliore di quello in cui io vivo oggi.
Non voglio trovarmi nella spiacevole situazione di rimpiangere di non aver tentato il tentabile. Non mobilitarsi oggi e muovere democraticamente contro un modo di concepire l’agire politico che mina le basi del diritto e limita la sovranità popolare è, per me, “favoreggiamento”.
Un mandato elettorale non è una delega in bianco. Il nostro ordinamento si basa essenzialmente sulla separazione e conseguentemente sul controllo reciproco dei poteri, non sulla predominanza del potere esecutivo sugli altri.
Oggi me la sento, oggi ho una forte motivazione, l'energia per provare a costruire al di là del demolire e demonizzare. Domani non lo so, potrebbe essere troppo tardi e sul fiume delle nostre chiacchiere potrebbe esser già crollato il ponte della partecipazione democratica demolito dalla guerra del profitto e dell'impunità.