domenica 25 ottobre 2009

Di ritorno da L'Aquila

Appunti dalla mia seconda esperienza nelle zone terremotate

Poco è cambiato, troppo poco, direi.
E' vero, arrivando a L'Aquila si nota subito lo sfavillio delle case appena ultimate e consegnate.
Se mi avessero catapultato sulla Terra e non conoscessi i fatti l'avrei quasi scambiato per un luna park. E invece sono i 400 appartamenti realizzati e consegnati da poco, illuminati a giorno per "mostrarli" al mondo più che per necessità.

Per il resto tende ancora sparse qua e là esattamente come 3 mesi fa.
Il freddo la fa da protagonista.
Alla consueta escursione termica a cui ero preparato psicologicamente si sono aggiunte la neve e il ghiaccio mattutino.
Non deve essere affatto facile per le popolazioni colpite da questa disgrazia.

Mi sono fermato a scambiare due parole con gli ultimi abitanti del campo base di Barisciano, a pochi metri dal campo dei Vigili del Fuoco: un simpatico anziano mi ha invitato nella sua tenda blu. Ormai vuota, con una brandina in un angolo e la stufetta elettrica vicino. Mi ha detto che è rimasto solo, la famiglia che stava con lui ha avuto un appartamento in affitto, lui aspetta di sapere se la sua casa sarà buttata giù o meno e mi ha spiegato che per difendersi dal freddo si è confinato in un angolo per non disperdere il calore. Sorride, ce la farà, mi dice, ha indosso un cappotto appoggiato sulle spalle ma gira in manichine. E' un uomo forte, si vede! Non oso nemmeno chiedergli cosa ha passato quella notte. Sorride e già questo ne fa un eroe ai miei occhi.

I Vigili del Fuoco e la protezione civile?
Ridotti nel numero sicuramente, ma comunque presenti.
E a chiacchierare nel campo base dove ho prestato servizio pare che la presenza dei Vigili sia ormai più che altro "istituzionale".
Un segno di presenza dello Stato più che una effettiva opera di sostegno alle popolazioni.

I puntellamenti sono ormai fatti, le ordinanze di demolizione tardano ad arrivare.
Si procede a fare prevalentemente lavori di copertura di tetti lesionati e sfondati e qualche recupero di beni per gli immobili in procinto di essere buttati giù.

Sorge a tutti il dubbio sulla immensità della spesa pubblica per la proiezione di un'immagine:
lo Stato c'è...

...mah...

...forse gli stessi soldi possono essere impiegati meglio, forse non è più il caso di mantenere un apparato così imponente in quelle zone, forse è il caso che la politica lasci il posto ai "manovali"

La drammaticità, guardando per un attimo avanti e non alle tragedie passate, è nella tristezza che si percepisce attraversando la zona rossa del centro de L'Aquila città.

Immutata a sei mesi dal sisma, transennata e presidiata dallo Stato, immobile e in ginocchio.

Un centro che era (e si spera debba tornare ad esserlo) il cuore pulsante di un'economia basata sull'Università (dislocata in periferia e in calo vistoso di iscrizioni), sugli studenti, sulle cartolibrerie, sui negozi e sui locali.
Tutto fermo.

La ricaduta di questo brusco stop, sia pur immaginando una città riconsegnata agli aquilani già domani mattina, sarà negativa e porrà seri interrogativi sull'effettiva rinascita a medio termine.
Tornare a passeggiare sotto i portici potrebbe non significare affatto tornare a vivere.

Mi è capitato tra le mani un giornalino locale, un'edizione quindicinale.
Il titolo di uno degli articoli era:
"Vivevo in un paradiso e non me ne rendevo conto."

Mi sono fermato a riflettere e chiudendo gli occhi ho pensato e goduto del paradiso in cui vivo io...e subito dopo mi sono vergognato per questo istinto egoista.

Su un mezzo vecchio e malandato (come la maggior parte del parco mezzi dei bistrattati pompieri) ma di grande supporto all'attività dei Vigili del Fuoco di Matera è attaccato un manifestino che recita così:

Rialzati L'Aquila!

E speriamo che i riflettori non si accendano solo quando arriva sua maestà il Berlusca o sua eminenza Bertolaso.

mercoledì 21 ottobre 2009

L'unica strada possibile

Ormai un pò sto imparando a conoscere me stesso e l'ambiente in cui sto provando a muovermi.
Tra proposte di bocconi amari, filosofiche illusioni, incazzature vere e simulate, articoli di denuncia e paventate querele, ho finalmente intravisto una via, una strategia comune, un modo operativo per continuare a lottare per rivendicare un ruolo e un'appartenenza.

Il percorso è iniziato, sarà duro e tortuoso ma l'aver vicino gli amici di sempre è IL motivo per cui so che val la pena combattere questa battaglia.

Ma non c'è "Rosa" senza spina: il clientelismo è un male duro da sconfiggere e l'arrivismo non è un male minore.

Il partito, I partiti e LE istituzioni non sono proprietà esclusiva di questo o quel capo bastione, devono essere di chi ne condivide i valori fondanti e fattivamente dimostra di essere coerente.

I problemi, come la polvere, non si nascondono sotto il tappeto ma si affrontano a viso aperto.

Sicuramente sarebbe tutto molto meno duro se ciascuno di noi, forte della propria libertà di pensiero e moralità decidesse di fare rete e lavorare attivamente.

Esattamente come ha fatto Mimmo, un amico ma soprattutto un uomo che ha dimostrato con i
fatti, e non solo a parole, da che parte sta.
Senza compromessi. Alla faccia di chi dice che l'occasione fa l'uomo ladro!

Oggi inizia un nuovo percorso, abbiamo messo insieme 23 persone, 23 tra uomini e donne consapevoli che non può piovere per sempre.
E allora sotto a lavorare, con tutto l'entusiasmo e la determinazione possibile.

Il mio auspicio è che i 23 diventino 50, poi 100, poi 1000 e che magari non ci sia più bisogno di confinarsi in un circolo o in un partito per parlare di rispetto delle regole e onestà, oltre che di prospettive e programmi.

Significherebbe aver sconfitto le mafie e i clientelismi...ma forse qui sto sognando un pò troppo.

Tra i 23, comunque, mi è d'obbligo ringraziare in particolare Francesco, Domenico, Gianfranco e Gianni senza i quali NULLA sarebbe potuto incominciare.

Solo il tempo dirà se riusciremo a cavare un ragno dal buco o se rimarremo avvitati a discutere del sesso degli angeli.

Di certo c'è che dimostreremo a noi stessi prima e al resto del mondo, poi, che l'etichetta non si appiccica sulla giacchetta se non la si merita.

In bocca al lupo amici!

Che IDV siamo noi
("siamo" congiuntivo... sinonimo di auspicio e di speranza)

mercoledì 7 ottobre 2009

Buccico al capolinea

Il Sindaco di Matera, l'avv. Buccico, si è dimesso.
Io mi compiaccio per questo gesto di coerenza da parte dell'ormai ex Sindaco e leggo le sue dimissioni come un gesto di onestà intellettuale.
La coerenza è nell'aver riconosciuto che di politca e di programmi non vi è più traccia (se mai ce n'è stata) ed è giusto che il carrozzone si fermi.

Il gesto però non lo esime dalla critica per un progetto politico (nato monco e morto incompiuto) che pure ha sbandierato ai quattro venti (deridendo, per altro, gli avversari politici e le minoranze).

Buccico paga il prezzo di una maggioranza nata sulla carta in seguito a compromessi che di politico avevano ben poco.
La triplice alleanza, il patto per Matera nascondevano tornaconti e spartizioni che un uomo esperto e colto come il sig. Buccico non poteva far finta di non aver letto.

A mio avviso non sono stati anni di buon governo.

Mi fa sorridere leggere attestazioni di merito (e di rimpianto) nei riguardi di un'amministrazione che ha:

a) provveduto ad aumentare le tasse (contravvenendo tra l'altro alle linee programmatiche del partito nazionale a cui dice di far riferimento)

b) posto in essere "privatizzazioni" di servizi pubblici (senza alcun motivo d'urgenza o impellenza economica) anche attraverso l'abuso di un "falso" project financing (la questione cimiteriale docet, ma anche la questione "parcheggi" è emblematica)

c) aprire i Sassi al traffico rendendoli il primo parcheggio a cielo aperto annoverabile tra i Patrimoni dell'Unesco

d) programmare la costruzione di inceneritori per venire incontro a lobby e potentati amici (il convengo organizzato dal Lions Club è storia ormai) quale soluzione miope e scarsamente lungimirante al problema dello smaltimento dei rifiuti

e) modificare i regolamenti per l'assegnazione dei locali nei Sassi in modo da procedere a concessioni ad personam

f) limitare e via via eliminare le voci di dissenso interne alla propria maggioranza denigrando ed intimidendo

g) nominare assessori personaggi alquanto pittoreschi di cui è più facile ricordare le gaffes piuttosto che la competenza e le iniziative concrete

h) operare un repulisti sommario e su base ideologica per sostituire, e non eliminare, posizioni di privilegio precedentemente acquisite (che non giustifico, sia chiaro); come a dire: lo "spoil system" non ha colore politico

Poi lo so anche io, da comune cittadino, che se gli è mancato il terreno sotto i piedi è perchè, magari, non ha assecondato le richieste di questo o di quel costruttore (il cui "braccio armato" è politico) per il maledetto piano urbanistico e il mattone (unica fonte di reddito per gli speculatori locali). E questa potrebbe essere persino una nota a suo favore.

Ma poteva non saperlo il giorno della stipula del "patto per la città"?

Su andiamo non scherziamo.

Un uomo della sua "statura morale" (tralasciando per puro garantismo i processi penali in cui è implicato) porta comunque con se il peso e la responsabilità per una gestione effettiva del potere in contrasto con gli intenti manifestati a più riprese dai palchi, dai comunicati stampa e in ogni occasione in cui abbia potuto parlare alla città, sia pur sempre in maniera forbita e dotta.

La cultura non è condizione necessaria e sufficiente per governare una città.
L'onestà e il rispetto della legalità, si.

Un saluto (non romano, anche se so che lo apprezzerebbe sicuramente) al sindaco uscente, non mi mancherà nè lo rimpiangerò...

...anche se sospetto che chi lo sostituirà non sarà affatto da meno (ma chi vivrà vedrà)

La mia sensazione è che bisogna scardinare un sistema corrotto e colluso che gestisce la politica "per" gli affari.
E nulla ha potuto, inquesto senso, un Sindaco ritenuto carismatico e capace dai più, pur avendo manifestato di volerlo fare.
Vorrà dire che lo sforzo dovrà venire da altre componenti:
prime fra tutte LA TRASPARENZA E LA PARTECIPAZIONE COLLETTIVA.

Matera non ha bisogno di un Sindaco o un traghettatore d'anime illuminato quanto si voglia.

Ha solo bisogno che le persone oneste si facciano carico di un progetto di rivoluzione culturale, a prescindere dall'appartenenza a questo o a quello schieramento politico.

Riappropriamoci della politica e ridiamole dignità attraverso l'etica e la legalità.

sabato 3 ottobre 2009

Scudo fiscale...vergogna di stato

La legge approvata è indegna, mortifica e umilia i comuni cittadini che pagano le tasse e si guadagnano il pane con il sudore della fronte.
L'anonimato, la "tangente" del 5%...è così indegna che in uno Stato di diritto sarebbe impossibile persino che venisse discussa in parlamento.

Ma noi siamo il paese delle banane, delle ministre veline, della corruzione istituzionalizzata, della giustizia manipolata e via dicendo

Non ci si stupisce più di nulla.

E pensare che si poteva quanto meno infliggere alla maggioranza promotrice del provvedimento una SCONFITTA MORALE respingendolo stesso...si poteva, già.
E perchè non è stato così?
Perchè a fronte di 270 votanti a favore ve ne erano 250 contrari E 30 ASSENTI nelle file della maggioranza (e altrettanti nell'opposizione, a dire il vero)

chi sono?
eccoli

Pd (22)
Ileana Argentin,Paola Binetti, Gino Bucchino, Angelo Capodicasa, Enzo Carra, Lucia Coldurelli, Stefano Esposito, Giuseppe Fioroni, Antonio Gaglioni, Dario Ginefra, Oriano Giovanelli, Gero Grassi, Antonio La Forgia, Linda Lanzillotta, Marianna Madia, Margherita Mastromauro, Giovanna Melandri, Lapo Pistelli, Massimo Pompili, Fabio Porta, Giamomo Portas e Sergio D’Antoni.

Udc (6)
Francesco Bosi, Amedeo Ciccanti, Giuseppe Drago, Mauro Libè, Michele Pisacane e Salvatore Ruggeri.

Idv (1)
Aurelio Misiti.


c'è persino la mia amica Binetti, forse impegnata a dare una mano di minio al suo cilicio per non farlo arruginire...ma questa è un'altra storia

e oltre il danno la beffa

Giorgio Napolitano può rimandare il provvedimento alle camere qualora ravvisi elementi di incostituzionalità e coerenza dello stesso...PUO' ma non lo fa.
E perchè non lo fa: PERCHE' AFFERMA SIA INUTILE! TANTO POI LO RIVOTANO!

ecco il video


che vergogna, che vergogna

è una farsa, svegliatemi, è il peggior incubo che io abbia mai vissuto

sabato 19 settembre 2009

Live form Vasto (1) - Quel fresco profumo di libertà

Si respira un'aria libera.
Si respira un'aria di resistenza.
E' palpabile nell'aria un'esigenza di giustizia e legalità.

Appunti dal Dibattito su Giustizia e Sicurezza di oggi, ore 16.00 - Palazzo D'avalos - Vasto

Luigi De Magistris
Report sull'attività parlamentare europea, deleghe ottenute e credibilità riscossa a livello europeo del gruppo parlamentare di IDV (7 elementi) per l'attivismo.
Emblematica la domanda: "MA SIETE ITALIANI?"
C'è un rischio tangibile di sovvertimento del regime democratico.
Berlusconi si affretta a definire sovversive le procure che lo attaccano, parla di Bari, Milano e Palermo. Su Palermo poi il caso è particolare, visto che da nessun atto risulta che sia coinvolto in procedimenti giudiziari legati a "cosa nostra" ci si chiede CHI ABBIA VOLUTO METTERE IN GUARDIA accusando la procura di Palermo di cospirare contro di lui?
Avrà i suoi buoni motivi per essere allarmato...
Il progetto di Rinascita Democratica Piduista è praticamente realizzato, persino superato.
Di fronte all'avanzata di questo modello occorre far fronte comune e coinvolgere la società civile.

Sonia Alfano
Bisogno di legalità diffuso: dal cittadino investito dal pirata della strada fino al taglieggiato dalla mafia.
La società civile, i singoli cittadini hanno un ruolo e una responsabilità immensa.
Rimanere immobili e impotenti di fronte a questa deriva è colpevole.
Da singoli cittadini possiamo riempire le piazze e gridare la richiesta di giustizia motivandola con i fatti, con gli atti giudiziari pubblici, con le lenzuola che un tempo Palermo espose per denunciare la collusione tra stato e mafia all'indomani delle stragi di mafia.
Il ruolo della piazza è centrale e ciascuno di noi deve fare la propria parte anche rinunciando a parte della propria vita privata.
Il "berlusconi" non è il nemico numero uno, se dovesse essere destituito inizieranno altri problemi e se qualcuno lo destituisce è perchè non è più funzionale al progetto
Occorre scendere in piazza e rivendicare le proprie idee, i propri ideali

Gioacchino Genchi
Testimonianza di un ventennio di indagini.
Carriera messa al servizio dello Stato e schiaffeggiata dalle manipolazioni delle indagini, dall'ingerenza di servizi deviati e da apparati dello Stato che mettono a repentaglio anche la legittima esigenza di svolgere il proprio lavoro dignitosamente e lealmente.
La forza della verità deve travolgere il malaffare.
IDV è il riferimento, non politico, ma ideologico per tutta l'ITALIA ONESTA.
A prescindere dal credo politico e dallo schieramento c'è un'Italia fatta di persone per bene che guarda alla "gente di vasto" con speranza perchè sulle loro gambe cammina il desiderio di legalità e giustizia.

Salvatore Borsellino
La vicenda della strage che ha ucciso Paolo e la sua scorta nasconde verità ben più agghiaccianti.
"L'agenda rossa" sia il simbolo di una richiesta di giustizia.
La memoria del fratello morto ucciso non è un fatto personale ma una battaglia che dà senso allo Stato. Quello Stato rappresentato e amministrato proprio dagli assassini, dai mandanti occulti e dai delegati alle trattative con "cosa nostra".
La mafia oggi è nello Stato e ciascuno di noi sa quanto questo sia vero.
C'è una parte della società civile che non ci sta e che chiede con la propria voce ma soprattutto con la propria presenza in piazza e nelle manifestazioni giustizia per RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE.
Piangere non serve: "non ho versato una lacrima per la morte di mio fratello ma non smetterò di gridare la mia rabbia"
Sventola una fotocopia dell'agenda grigia in cui una delle voci dell'ultimo giorno di Paolo recita "ore 18.00 - MANCINO"...PERCHE'?
Dove è finita l'AGENDA ROSSA? Cosa nasconde e chi la custodisce?

La speranza, parafrasando Borsellino, è che da queste piazze salga quel "fresco profumo di libertà" e coinvolga le giovani generazioni motivandole e preparandole ad una "rivoluzione" culturale che sovverta il controllo delle mafie sulle nostre vite.
E' una speranza ma soprattutto un impegno.
E' il mio secondo incontro con Salvatore Borsellino, il primo risale a novembre.
Speriamo ce ne siano un terzo, un quarto e così via...

Qui si respira davvero un'aria diversa...e quasi quasi non voglio tornare a respirare l'aria del mio orticello (sempre parlando politicamente...si intende)

lunedì 7 settembre 2009

4° Incontro Nazionale IDV

La bella esperienza dell'anno scorso mi aveva indicato una direzione.
Grazie all'atmosfera libera e indipendente respirata a Vasto nel 2008 mi sono così convinto che un'alternativa c'è.

Un'alternativa ad un modello neoliberista ed egoista della gestione della cosa pubblica
Un'alternativa al dominio delle "mafie" negli affari e nella politica
Un'alternativa al controllo dell'informazione e al lavaggio del cervello della popolazione


L'anno trascorso da quel Settembre del 2008 ad oggi ha portato piacevoli novità, è vero, ma anche qualche ombra e qualche perplessità.

Non tutto quanto recepito, letto, ascoltato da parte dei vertici del partito si traduce, ahimè, in opere, iniziative e "comportamenti" a livello locale.
Ed è un gap di cui ho constatato l'ampiezza cozzando la testa come contro un muro di gomma.

Cito Pancho Pardi quando parla di organizzazione di partito:
"Un problema fondamentale che bisognerà affrontare nel prossimo futuro:
Ciò che viene pensato e indicato a livello centrale quasi mai si traduce e mette in pratica in periferia."
Uno scoglio.

Ma questo è un tema che se pur va trattato e (voglia il cielo) superato, non mi impedisce affatto di proseguire un percorso convinto in IDV per due fondamentali ragioni:

a) l'emergenza democratica è un dato di fatto e appartenere a questo partito mi permette di far fronte comune e RESISTERE

b) lo stato delle cose non può cambiare se non si prova a farlo dall'interno, mettendo a disposizione degli altri tutto quanto il proprio entusiasmo e la propria voglia di innovazione senza scendere a biechi compromessi; non è detto che ci si riesca (sarei un'illuso se ne avessi la certezza), ma non provarci equivale ad esserne complici.

Di certo c'è che sentir parlare Pancho Pardi, Orlando, Di Pietro, De Magistris, Li Gotti e gli altri serve a tener fermo dinanzi a me un obiettivo, a vedere l'alternativa: e già questo non è poco.

Per quanto riguarda, invece, le questioni locali e in particola chi oggi guida il partito, chi siede nei banchi delle amministrazioni materane e lucane, chi combatte per una poltrona a colpi di comunicati stampa, chi tenta di saltare sul carrozzon
e ipotizzando un successo alle prossime regionali...bè...questi dovranno confrontarsi con la realtà dei fatti e con i fatti dimostrare "l'appartenenza" o di fatto sarà "guerra", sempre nei limiti della civiltà e del rispetto, ma sarà "guerra".

Non si può combattere il clientelismo acquisendo pacchetti di voti (ossimoro assoluto)
Non si può innovare e predicare la meritocrazia spartendo le poltrone tra raccomandati, metodi Cencelli e trattative private e autoreferenziali.

Faccio parte di un gruppo di amici che guarda oltre questa
gente e questo modo di interpretare la politica.
Paghiamo uno scotto derivante, probabilmente, dal retaggio culturale e dall'egoismo.
Me ne sto sempre più convincendo.
Ma non mi arrendo così facilmente.

Noi saremo a Vasto perhè è quello il nostro modello di riferimento.
Noi saremo a Vasto perchè non abbiamo paura di metterci in discussione e di discutere di un modello innovativo e alternativo che scardini e sconfigga i "clientelismi", le "mafie" e le "dittature del pensiero unico".
Noi saremo a Vasto perchè, parafrasando Francesco, IDV SIAMO NOI.

L'obiettivo è delineato, noi ci saremo ed io metterò a disposizione il mio blog personale per divulgare ed esternare tutte le sensazioni positive e per dar conto di tutte le iniziative e i programmi di cui si discutera al 4° Incontro Nazionale di Vasto.

giovedì 3 settembre 2009

A 13 anni...

20 anni fa ne avevo 13

e 13 anni sono un'età particolare:

si gioisce e si soffre in maniera esagerata spesso ingiustificatamente (saranno gli ormoni? forse...)
si vive sognando
si ride per nulla
ci si infervora per questioni di principio ed esistenziali
ci si prende una cotta ad ogni piè sospinto
(o meglio: questi sono stati i miei 13 anni! oggi i 13enni non so in che mondo/modo vivono! vabbè...)

Di quel giorno di 20 anni fa, quel 3 settembre del 1989, ho un ricordo confuso:
un leggero mal di pancia, una lacrima solitaria.

Tifoso della Juventus sin da bambino vidi svanire in un attimo l'icona della mia juventinità.
Cancellato da una notizia letta dallo speaker del TG, svaniva nel nulla il "capitano" dei miei sogni, non solo della mia squadra del cuore.

Un uomo elegante sul campo e fuori, onesto, equilibrato, un signore oltre che un superbo calciatore.

Gaetano Scirea rappresentava per me la perfezione:

mi chiedevo (e ancora oggi non so darmi una risposta) come può un calciatore, un difensore per giunta e a quei livelli di professionismo, vantarsi di non essere mai stato espulso sul campo?

Quanti attaccanti più veloci di lui avrà dovuto fermare nella sua carriera?
Possibile che MAI sia entrato scordinato, fuori tempo?
Possibile che MAI abbia protestato per un rigore subito, per una gomitata ricevuta?

E' innaturale, è sovrannaturale, mi dicevo.

Sono passati 20 anni e di difensori con quelle caratteristiche, di uomini con quella tempra e umiltà ne ho visti davvero pochi, sui campi di calcio e fuori, e sempre meno nel calcio business dei nostri tempi.

A Scirea devo, probabilmente, la mia "educazione" sportiva.

A lui, quindi, nel giorno del ricordo della sua tragica scomparsa di vent'anni fa, va il mio ringraziamento.

giovedì 13 agosto 2009

Chi siamo e da dove veniamo

Raramente uno spettacolo teatrale mi ha emozionato come questo.
Un susseguirsi di brividi a fior di pelle: i gesti, le musiche, la storia, la mimica, i valori.

Storie di lucani.
Emigranti.
Strappati alla terra che amavano intensamente come fossero spighe di grano.

Antichi riti, valigie piene di povertà e speranza, l'impatto duro con la discriminazione razziale.

Nel volto di Francesco Evangelista si ritrovano ansia, paura, fierezza, speranza ed amore.

E, sullo sfondo, tra una semina e un "trombata" di pane, tra una mietitura e una lustrata di scarpe, la prima battaglia popolare contro la pena di morte.

E' un'esperienza da vivere.

Grazie "Compagnia Senza Teatro"

prossimamente saranno anche a Matera...stay tuned

mercoledì 22 luglio 2009

L'Eco sotto l'ombrellone e l'eclissi della dignità

Lo ammetto, pur essendo rientrato dalle vacanze ho ancora la testa altrove.
Ma se c'è una cosa che non riesco a digerire è che nonostante tutto quello di cui questo Paese necessita per ridare speranza (lavoro?) alle nuove generazioni e giustizia nell'accezione più ampia del termine siamo ancora invischiati e avvinghiati a discutere delle scopate del nostro beneamato Presidente del Consiglio.
G: Mille ora già te li ho già dati ... poi se rimani con lui ... ti fa il regalo solo lui ... ah ... vedi che lui non usa il preservativo ... eh
PDA: Ma non esiste una cosa senza preservativo ... come faccio a fidarmi?
G: Ma ... è Berlusconi ...
PDA: Ma tu chi sei? Guarda che ... sai quanta gente è rimasta ...
G: Sai quanti esami fa lui?
(fonte L'Espresso)


FITS ANY HEAD...recita lo slogan...






Per fortuna (e per chiosare su queste faccende) c'è sempre un saggio ad illuminare la mia mente:

Umberto ECO : il problema non è il premier ma gli italiani

un paggaggio fondamentale :
Nel 1931 il fascismo aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1%) rifiutarono e persero il posto. Quei 12 hanno salvato l' onore dell' Università e in definitiva l' onore del Paese. Ecco perché - sottolinea Eco - bisogna dire di no anche se si sa che non servirà a niente. Che un giorno si possa dire che lo si è detto
e a me piace stare in quell'1% fattivamente e pragmaticamente

quanto alle questioni più prossime a me, se non altro per motivi geografici, tra le onde che hanno lambito i miei piedi sulla battigia lucana c'è sicuramente il fallimento della Nicoletti S.p.a. :
io mi auguro che questa faccenda sia una LEZIONE per evitare che si continuino a perpetuare errori così macroscopici:
non si può soprassedere sul fatto che l'azienda sia stata foraggiata (soldi pubblici ovviamente) senza controlli e verifica alcuna (per fantomatici corsi di formazione solo per fare un esempio)
non si può nascondere che il collasso è avvenuto anche se non soprattutto per scelte manageriali errate (catene di negozi e delocalizzazione della produzione, abbandono del core business per rincorrere bandi e finanziamenti comunitari ed extra)
non si può nemmeno far finta di non sapere come il castello di carte (detto anche azienda a conduzione famigliare) si sia retto sulla compiacenza di molti (operai compresi) e sull'assenza/connivenza sindacale

il problema della crisi economica c'entra davvero poco, i salotti si continuano a produrre e vendere: magari li fanno altri, magari li fanno a nero per massimizzare i guadagni, ma tant'è:
si continuano a produrre e a vendere esattamente come prima

ma come sempre in vicende così complesse difficili da decifrare ciò che stona davvero è il tentativo di manipolazione della realtà

e così come un'araba fenice si risorge, si cambia nome al marchio in procinto di fallire , si riappare in altra veste (basta aggiungere "home" al marchio?) e si tenta di addossare le colpe ad altri additando ad esempio le banche




in tutta franchezza a questa gente consiglierei:
a) un esame di coscienza per tacere (ma sarebbe sufficiente un estratto del proprio conto corrente bancario)
b) un bagno di umiltà per rispetto alle famiglie che da questo fallimento sono usciti con le ossa rotte (operai e fornitori su tutti)

altro che c'era una volta un re e fantomatiche ipotesi di fitti di rami d'azienda e capannoni vari...

PATETICI!

io una mia scelta l'ho fatta, non compro più salotti da questa gente

e in linea di massima cercherò di non comprare più nulla da chi SFRUTTA a vario titolo


poi ci sarebbe da parlare anche della candidatura di Grillo alle primarie del PD e delle primarie stesse (ma mi riservo di fare un post in futuro) e della genesi di una giunta provinciale materana particolarmente burrascosa esposta alle sferzate e le battaglie dei partiti della coalizione/armata brancaleone vincitrice

ci sono cose che voi umani neanche potete immaginare, si recitava in "Blade Runner"

bè, lo spettacolo indegno e le meschine figure a cui l'uomo si espone per una poltrona sono quanto di più squallido ci possa essere (e vale sia per la faccenda salotti che per le vicende politiche)



per fortuna si farà presto a voltare pagina, anzi, ad iniziare un nuovo libro, almeno spero!

siamo in mezzo ad un'eclissi di sole...la più lunga del secolo
ma voglio esser positivo:
siamo al 5° fotogramma?

Speriamo!