giovedì 15 maggio 2008

La Questua

Come ogni anno, giunti al momento della dichiarazione dei redditi ci si pone (?) il problema della destinazione dell’8 per Mille del gettito IRPEF per scopi caritativi e/o religiosi.

Il difetto di comunicazione da parte dello Stato e degli altri enti coinvolti genera comportamenti automatici e inconsapevoli;

per contribuire a che questo fenomeno si riduca provo a puntualizzare qualche passaggio.

Un po’ di storia

La legge che regola il meccanismo di ripartizione dell’8 per Mille del gettito Irpef è la 222/85 (studiata e redatta dall’allora Ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino), la norma in questione (e le successive circolari) regolamentano in sostanza quanto stabilito dal Concordato del 18/2/1984 (a modifica dei Patti Lateranensi del 1929) firmato tra l’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi e il segretario di Stato del Vaticano Casaroli in materia di sostegno da parte dello Stato alla Chiesa Cattolica.

Solo successivamente lo Stato Italiano ha firmato concordati analoghi con altre 5 confessioni mettendo in piedi un meccanismo di ripartizione del gettito proporzionale alle firme apposte sulle dichiarazioni dei redditi.

Le categorie ammesse (attualmente) sono:

- Stato

- Chiesa Cattolica

- Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno

- Assemblee di Dio in Italia

- Chiesa Valdese – unione delle chiese metodiste e valdesi

- Chiesa Evangelica Luterana in Italia

- Unione delle comunità ebraiche in Italia

La destinazione, in linea di massima, del gettito percepito è stabilita anch’essa dalla legge 222/85,

lo Stato, ad esempio, si impegna a destinare il gettito per interventi straordinari di natura caritatevole e assistenziale, per calamità naturali e per la conservazione di beni culturali;

per le confessioni religiose, invece, sono comprese anche le categorie esigenze di culto, sostentamento del clero (ove presente), edilizia religiosa e missioni.

Il meccanismo e qualche dato.

Il meccanismo prevede la ripartizione dell’intero gettito Irpef proporzionalmente alle sole firme di chi ha espresso la preferenza sulla propria dichiarazione.

Statisticamente si è visto negli anni passati che solo il 40% circa dei dichiaranti effettua una scelta.

Con il risultato che, sostanzialmente, chi non effettua la scelta (circa i due terzi dei contribuenti) delega a chi invece ha espresso una preferenza il potere di decidere per lui.

Le tabelle che seguono fanno riferimento alla situazione dei redditi del 2003, dichiarati nel 2004, ripartiti nel 2007

Tabella di ripartizione dei fondi a fronte della percentuale di firme effettive:

Ente Ripartizione firme (%)
Ripartizione fondi (%)
Stato 3,16% 7,74%
Chiesa Cattolica 36,70% 89,81%
Assemblee di Dio in Italia 0,08% 0,19%
Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno 0,08% 0,20%
Chiesa Valdese - unione delle chiese metodiste e valdesi 0,58% 1,43%
Chiesa Evangelica Luterana in Italia 0,11% 0,26%
Unione delle Comunità Ebraiche in Italia 0,15% 0,37%
Non espresse 59,14%
Totale 100,00% 100,00%


Occorre specificare, inoltre, il fatto che la Chiesa Cattolica sia l’unico tra gli enti sottoelencati a godere di un particolare meccanismo, regolamentato, che prevede di poter incassare a titolo di anticipo per l’anno corrente una parte (rilevante) dei fondi, sulla base della stima delle entrate e della ripartizione proporzionale e, successivamente (3 anni dopo), il conguaglio. A differenza delle altre categorie che si vedono assegnati i fondi relativi all’anno contabilizzato senza anticipi e quindi 3 anni dopo rispetto al periodo di riferimento.

Tabella di ripartizione dell'8 per mille del 2003

Ente Fondi in euro
Stato 85.904.624,18
Chiesa Cattolica 991.278.769,09
Assemblee di Dio in Italia 766.735,74
Unione delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno 1.975.257,59
Chiesa Valdese - unione delle chiese metodiste e valdesi 5.770.695,30
Chiesa Evangelica Luterana in Italia 3.654.226,54
Unione delle Comunità Ebraiche in Italia 2.567.834,87
Totale 1.091.918.143,31


L’effetto è il trasferimento proporzionale di una cifra che si aggira intorno al Miliardo di Euro nelle casse di queste categorie secondo uno schema che nel 2007 ha visto, ad esempio, la Chiesa Cattolica raccogliere l’89% dell’intero gettito (sulla base di un 37% di firme esplicite) per un ammontare di circa 991 Milioni di Euro.

Per effetto del meccanismo privilegiato i 991Mln di euro su indicati sono in realtà frutto di 887Mln circa di Euro corrisposti a titolo di anticipo per l’anno 2007 e di circa 104Mln di euro a conguaglio per l’anno 2004.

Da fonti ufficiali della C.E.I. questi 991 Milioni di Euro sono stati ripartiti e impiegati secondo la seguente tabella:

Ripartizione fondi in
Mln di €








Tot.Assegnazioni

991








Interventi Nazionali
Edilizia di culto 117





11,81%
Culto e pastorale 88





8,88%
Beni culturali 68





6,86%
Carità 30





3,03%
Totale 303





30,58%

Diocesi Italiane
Culto e pastorale 160





16,15%
Carità 90





9,08%
Totale 250





25,23%

Terzo Mondo

85







8,58%

Sacerdoti

354







35,72%

Dalla tabella putroppo è piuttosto difficile dedurre l’effettivo impiego delle assegnazioni totali se non individuando le macro categorie, non i progetti specifici.

Da una analisi sommaria, pare comunque evidente , e per questo in contrasto con la reclame, come al Terzo Mondo, ad esempio, finisca solo l’8 per cento delle risorse, al sostentamento al sacerdozio sia destinato in sostanza un terzo del gettito e di come alle opere di carità (sia pur generiche) la Chiesa Cattolica destini un 12% dell’intero trasferimento. Il resto va raccolto sotto le macrocategorie generiche “opere di culto”.

Qualche critica e considerazione personale.

Sono contrario a questo meccanismo di finanziamento per opere di culto, caritatevoli e finalità religiose: ritengo infatti sia doveroso che uno Stato laico per definizione, autonomo e indipendente, così come sancito dalla Carta Costituzionale, non debba contribuire finanziando direttamente (sia pur attraverso questo meccanismo artificioso) apparati religiosi (garantendone il sostentamento) che invece dovrebbero essere autonome e indipendenti a loro volta.

Lo Stato non informa i cittadini sull’effettivo meccanismo alla base della ripartizione, non pubblicizza nemmeno la raccolta a proprio favore, non impone maggiore trasparenza sugli effettivi impieghi dei fondi (l’unico ente attento alla rendicontazione puntuale è l’Unione delle chiese valdesi e metodista), non riserva per se il diritto di discernere attraverso il dibattito parlamentare e di volta in volta quale sia il migliore impiego di questa porzione di Irpef di cui potrebbe disporre direttante anche per interventi di solidarietà ma anche per il risanamento dei conti, per la ricerca scientifica, e per mille altri impieghi di maggiore impatto sociale


Dalla tabella putroppo è piuttosto difficile dedurre l’effettivo impiego delle assegnazioni totali se non individuando le macro categorie, non i progetti specifici.

Da una analisi sommaria, pare comunque evidente , e per questo in contrasto con la reclame, come al Terzo Mondo, ad esempio, finisca solo l’8 per cento delle risorse, al sostentamento al sacerdozio sia destinato in sostanza un terzo del gettito e di come alle opere di carità (sia pur generiche) la Chiesa Cattolica destini un 12% dell’intero trasferimento. Il resto va raccolto sotto le macrocategorie generiche “opere di culto”.

Qualche critica e considerazione personale.

Sono contrario a questo meccanismo di finanziamento per opere di culto, caritatevoli e finalità religiose: ritengo infatti sia doveroso che uno Stato laico per definizione, autonomo e indipendente, così come sancito dalla Carta Costituzionale, non debba contribuire finanziando direttamente (sia pur attraverso questo meccanismo artificioso) apparati religiosi (garantendone il sostentamento) che invece dovrebbero essere autonome e indipendenti a loro volta.

Lo Stato non informa i cittadini sull’effettivo meccanismo alla base della ripartizione, non pubblicizza nemmeno la raccolta a proprio favore, non impone maggiore trasparenza sugli effettivi impieghi dei fondi (l’unico ente attento alla rendicontazione puntuale è l’Unione delle chiese valdesi e metodista), non riserva per se il diritto di discernere attraverso il dibattito parlamentare e di volta in volta quale sia il migliore impiego di questa porzione di Irpef di cui potrebbe disporre direttante anche per interventi di solidarietà ma anche per il risanamento dei conti, per la ricerca scientifica, e per mille altri impieghi di maggiore impatto sociale

Da questi dati si capisce bene come la Chiesa Cattolica possa permettersi battage pubblicitari imponenti e sulle televisioni generaliste per propagandare la scelta della destinazione del proprio 8 per mille.

Mi stupisco, inoltre, dell’essenzialità del contributo elargito alla Chiesa Cattolica, mi rifiuto di pensare che lo Stato Vaticano non sia in grado di provvedere con mezzi propri al sostentamento del clero, alla promozione di attività di culto e alla costruzione di Chiese e strutture varie.

Per questo rivendico il diritto ad una informazione più corretta, rivendico l’esigenza di incentivare una revisione dei trattati, rivendico e reclamo una minore ingerenza degli organismi ecclesiastici nelle questioni dello stato e firmerò per destinare il mio 8 per mille direttamente allo Stato.

Per quanto riguarda invece l’approfondimento sulla destinazione del 5 per Mille rimando ad un successivo post ma posso già anticipare sin da ora che la mia scelta ricadrà su Emergency.



Approfondimenti e spunti di riflessione:
- Otto per mille - Fonte Wikipedia
- Un articolo di Curzio Maltese
- Appello di Micromega per destinare l'8 per mille alla Chiesa Evangelica Valdese
- Puntata di Report sull'8 per mille
- Unione degli Atei e degli Agnostici Reazionalisti - Campagna di sensibilizzazione
- Proposta di legge di iniziativa popolare "8 per mille alla ricerca scientifica" Petizione online

6 commenti:

Sufi ha detto...

Personalmente credo che, come lo scorso anno, destinerò il mio otto per mille alla chiesa Valdese; per quanto riguarda il cinque per mille la scelta è più difficile, ma credo che come lo scorso anno lo destinerò come te ad Emergency. Solo una domanda: a me risulta che i fondi dell'otto per mille che vanno allo Stato finiscono poi indirettamente comunque nelle tasche della chiesa cattolica,per finanziare suoi priogetti: non ti risulta?

S4v3r10 ha detto...

la parte di 8xmille destinata allo Stato viene ridistribuita ed assegnata a progetti straordinari ed ammette tra i fruitori le pubbliche amministrazioni, le persone giuridiche, gli enti pubblici e privati, pourchè i progetti non siano a fine di lucro. Credo quindi che nulla vieti che la Chiesa Cattolica presenti istanza di assegnazione di parte di questi fondi sulla base di progetti sottoposti al vaglio della Presidenza del Consiglio,in realtà esiste una normativa precisa che trovi qui, da cui non mi pare emerga un vincolo di esclusione della Chiesa da questo tipo di ripartizione. Ad esempio ho trovato traccia nell'ultimo DPCM di un finanziamento di 412 mile euro a favore della Caritas di Prato

Simona ha detto...

caro sostiene saverio e caro sufi, vi confermo che l'otto per mille dello Stato (che pure dovrebbe essere legato a destinazioni precise) è stato negli utlimi anni utilizzato anche per ripianare la Finanziaria (dal 2004, 80 milioni di euro) e perfino per finanziare missioni NATO in Albania, Iraq ecc... ma spesso è stato anche richiesto e utilizzato anche da orgnaizzazioni cattoliche e per il restauro delle chiese... vi invito comunque a leggere le analisi comparativa e "super partes" dei resoconti dei 7 destinatari dell'otto per mille fatta ogni anno dall'Associazione Utenti e Consumatori ADUC a http://www.aduc.it/dyn/pulce/art/singolo.php?id=176521.. se poi vi interessa sapere di più in particolare dell'OPM della chiesa valdese, andate al nuovo sito www.ottopermillevaldese.org dove ci sono tutti i resoconti e le informazioni per accedere al finanziamento di un progetto assistenziale, umanitario o culturale, in Italia o all'estero... da valdese, sono nel mio piccolo orgogliosa di potervi confermare che nemmeno un euro di OPM viene usato per gli stipendi dei nostri pastori e pastore, o per le nostre attività di culto, che ci paghiamo rigorosamente da soli!... spero di esservi stata utile... ciao! Simona

Sufi ha detto...

Grazie Simona! (^_^)

S4v3r10 ha detto...

grazie Simona, il tuo intervento completa e arrichisce la discussione. Avendo vissuto qualche anno a Torino conosco la buonissima reputazione di cui gode la comunità valdese lì, stimati ed apprezzati praticamente da tutti, a prescindere dal proprio credo

Simona ha detto...

:-))) grazie, davvero, per queste parole incoraggianti... tutto dovrebbe essere "soli Deo gloria" (come diceva Martin Lutero)